Comportamenti che “uccidono”

Ho trovato un bello spunto di riflessione in merito al binomio comportamento-sicurezza.

Fuori dai nostri confini l’istruzione alla sicurezza non è solo di carattere “razionale” ma da tempo si utilizzano tecniche con  le quali si vuole andare a lavorare proprio sui comportamenti, sulle credenze.

Sono tecniche di comunicazione che lavorano sulla parte non conscia proprio per modificare l’atteggiamento che, in particolari occasioni di stress e di pericolo, non è affatto figlio della nostra parte razionale.

 

Forse abbiamo appena iniziato, anche se le stesse metodologie derivate dal mondo militare hanno già da anni evidenze scientifiche ed applicazioni precise nell’incremento della reattività e della sicurezza guidata da comportamenti inconsci.
Suggerisco la lettura del post di Luciano Martinoli, partendo da un esempio concreto si interroga proprio in questa direzione.

 

Estratto del post:
<<Anche i comportamenti sono una minaccia alla sicurezza?
 Possono norme e dispositivi indirizzare i comportamenti?
Il 26 Maggio 2010 si consumò a Milano l’ennesima tragedia su lavoro: un operaio precipitò, morendo, in un pozzo del cantiere del grattacielo Garibaldi-Republica.
Il Corsera del 15 Dicembre scorso riporta una notizia sorprendente, a detta del cronista: oltre i datori di lavoro, sono stati chiamati a giudizi anche due colleghi dello scomparso, rei di aver avuto un comportamento “pericoloso”…>>

 

 

PS: il titolo del mio post riprende in toto il post di Martinoli … quando si trova qualche cosa di bello e utile bisogna diffondere, in originale :-). Grazie