Grazie Ministro Gentiloni, RFID.

La memoria è sempre troppo corta e alle volte si danno per scontate cose che non lo sono affatto.

Erano già un po di anni che fuori dall’Italia si potevano utilizzare sistemi RFID UHF e noi qui, dico in Italia, stavamo a discutere su minuzie, incatenati ad un palo, tecnologicamente frenati da ignoranza e burocrazia.

Se i decreti che si occupano di tecnologia fanno spesso sorridere (ndr: non voglio usare altri termini) in quanto a inadeguatezza e sono spesso già superati nel momento stesso della pubblicazione sulla gazzetta … figuriamoci per gli RFID.

Quante persone  sanno che cosa è un sistema RFID? No, dico delle persone che possiamo trovare in giro per strada … se gli chiediamo cosa è un RFID …  probabilmente saremo fortunati se non recuperiamo un sano “mavaff….”

Ecco in questo clima, il 13 luglio 2007 un Decreto ministeriale firmato dal Ministro Gentiloni riporta l’Italia alla pari degli altri stati: forza allora si riparte, e speriamo che il ritardo non sia troppo, sempre di corsa, sempre in affanno.

Il Decreto ministeriale stabilisce che: «la banda di frequenze 865-868 MHz può essere impiegata, su base di non interferenza e senza diritto a protezione, ad uso collettivo da apparati a corto raggio per le apparecchiature di identificazione a radiofrequenza (RFId), aventi le caratteristiche tecniche di cui alla decisione 2006/804/CE. Tali applicazioni sono soggette al regime di “libero uso” ai sensi dell’art. 105, comma 1, lettera o) del Codice delle comunicazioni elettroniche, emanato con decreto legislativo 1° agosto 2003».

E ci voleva tanto!!!